Critica delle opere

La forza del messaggio che Gloria De Marco intende trasmettere nelle sue opere è veicolata dallo sguardo diretto delle figure, le quali riescono ad ammonire gli uomini del presente e a rappresentare un esempio di saggezza attuale

Le opere di Gloria De Marco raccontano di un mondo sereno e introspettivo in cui i valori universali senza tempo divengono attuali grazie alle figure intensamente evocative ritratte mediante colori accesi entro campiture piatte e contrastate che ne esaltano la vivace carica spirituale. Partendo da una base di realismo, il linguaggio dell'artista fa propri i caratteri della pittura simbolica ed espressionista, come osserviamo, ad esempio, nei dipinti Introspezione di Gesù (0007) e Introspezione di Maddalena (0001), dove una linea sinuosa ed eterea avvolge le figure in meditazione rendendone visibile il libero fluire dei pensieri.

Ne Il mio figlio prediletto (0012) il bel volto idealizzato del Cristo dai limpidi occhi verdi, avvolto in un chiarissimo manto azzurro che ne esalta i nobili lineamenti, come un tuareg investito dalla luce accecante del deserto, vuole essere una testimonianza confortante dell'amore.

Gloria De Marco interpreta tutti i dipinti con la medesima forza espressiva di segno e di colore; si vedano a proposito la Tigre del Bengala (0003), in cui l'animale dallo sguardo fiero e ritroso sembra trattenersi un attimo davanti ai nostri occhi per poi fuggire lasciando una vivida istantanea sulla tela, o il Ruggito del leone (0004), un altro esempio di come l'artista riesca a far convivere una pittura di segno naturalista con intenti allegorico-simbolici richiamati da motivi geometrici astratti, quali la sfera semi-illuminata della Terra a cui il leone si rivolge per diffondere il suo lamento che vuole essere di rimprovero, ma anche di incoraggiamento e di speranza per le sorti del pianeta.

Le fatture non sono soggette a IVA in quanto cessione effettuate ai sensi dell'art. 1 comma 100 legge 244/2007.